Modi di dire e curiosità

 

Modi di dire e curiosità. Ci sono espressioni o meglio “modi di dire” di cui è ricca la lingua italiana e che, utilizziamo quotidianamente per esprimere o per dar più forza ad un concetto una situazione, come ad esempio:” Chi dorme non piglia pesci” o “Avere la coda di paglia”, “non è più il tempo che Berta filava”, ecc.,  modi di dire che, hanno spesso le loro radici nella religione e nelle tradizioni popolari. Ecco i più belli e utilizzati…

Modi di dire e curiosità
Modi di dire e curiosità

Modi di dire e curiosità

Nella lingua italiana ci sono diversi modi di dire, antichi e moderni, che utilizziamo quotidianamente, frasi fatte o di uso comune, che tradotte, sembrerebbero senza significato invece esprimono semplicemente metafore, o anche paragoni espliciti. Ho raccolto nel web, alcune di queste espressioni o modi di dire, tra i più belli e utilizzati, ve li riporto con qualche piccola curiosità e significato

Modi di dire

A iosa: significa in abbondanza.
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Aspettare la manna dal cielo: questa frase si usa quando qualcuno resta inerte aspettando che altri facciano per lui. La Bibbia narra che la “manna” fu un cibo inaspettato per gli ebrei, un’improvvisa fortuna che Dio fece scendere dal cielo in mezzo al deserto.
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Alzare il gomito: Deriva dal semplice atto del bere, come “alzare i tacchi” per correre, scappare.
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Accettare con beneficio d’inventario: significa accettare qualcosa riservandosi però di controllarla.
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Acqua in bocca!: vuol dire invitare a mantenere un segreto; tenere chiusa la bocca. L’origine del detto si deve al rimedio contro la maldicenza suggerito da un confessore ad una donna: tenere in bocca dell’acqua durante la tentazione, acqua che fu ritenuta miracolosa per i suoi effetti.
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Ad hoc: (deriva dal latino per questo) Adatto a ciò, a questo scopo.
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Ad honorem: (deriva dal latino onorare) Si dice di qualcosa attribuito a qualcuno per riconoscerne i meriti in un campo specifico.
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Allevare una serpe in seno: Aiutare chi in seguito può nuocere.Si riferisce alla favola di Esopo, Fedro e La Fontaine, narra di un contadino che scaldò una serpe assiderata e ne fu poi morso.
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Andare a Canossa: frase usata per chiedere umilmente perdono. Nel 1077, al castello di Canossa, Enrico IV andò a chiedere perdono al papa Gregorio VII che lo umiliò con un’attesa di tre giorni.
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Andare per la maggiore: Essere valutato tra i primi nel proprio ambiente o nella propria arte, godere di stima e prestigio. Nella Firenze antica indicava l’essere iscritto a una delle arti “maggiori” o “minori”.
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Bruciare le tappe: sta a significare superare con rapidità gli ostacoli e gli indugi. Compiere un atto molto velocemente. I postiglioni di un tempo, dovendo fare servizi rapidi, saltavano spesso le stazioni di posta per il cambio dei cavalli.
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Cadere dalla padella alla brace: significa cambiare una situazione in peggio. Si narra di una tinca che, cadendo in padella, cercò di buttarsi nel fuoco sperando nel meglio.
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Cavallo di battaglia: vale a dire la cosa migliore che qualcuno riesce a fare. Per un artista è il pezzo preferito in cui riesce a rivelare al massimo il proprio talento. Per i condottieri di un tempo, il cavallo che addestravano per la battaglia era il
migliore.
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Canto del cigno: Ultima azione compiuta prima di morire o di cessare un’attività.
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Colpo di fulmine: Si usa quando vi è un innamoramento improvviso fra due persone che si sono appena conosciute.
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Colpo di grazia:
 Ricevere o dare ciò che rovina definitivamente chi si trova in una brutta situazione. Sul campo di battaglia si abbreviavano le sofferenze dell’agonia con un colpo mortale detto di “grazia”.
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Comprare a scatola chiusa: Senza aprire il pacco, ovvero acquistare qualcosa senza averne controllato la qualità.
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Curriculum: (deriva dal latino = percorso) Indicazione delle caratteristiche di una persona, soprattutto in riferimento agli studi e alle attività svolte.
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Dare corda, spago: vuole dire dare maggiore libertà, allentare le limitazioni; assecondare chi parla perché dica ciò che interessa all’interlocutore. Dall’uso di legare gli animali con una corda, affinché non si allontanino troppo da un determinato luogo.
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Darsi la zappa sui piedi:
 Portare prove contro il proprio operato. Nuocersi involontariamente. In tal senso si usa anche “scavarsi la fossa con le proprie mani”.
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Doccia scozzese: Una serie di notizie o fatti spiacevoli e piacevoli che si alternano provocando opposti stati d’animo. La doccia scozzese di fa alternando getti di acqua calda e fredda. “Una doccia fredda” è qualcosa che smorza l’entusiasmo.
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Dormire sugli allori: Sta a significare stare fermo all’ombra dei meriti acquistati o accontentandosi delle glorie passate. L’alloro indicava il premio della vittoria. Veniva usato per cingere il capo dei poeti o dei guerrieri vincitori.
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Eminenza grigia: Si dice di una persona molto importante ed esperta in un campo specifico.
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Essere come il diavolo e l’acqua santa: Sono due elementi inconciliabili divisi da profonda avversione per cui si escludono a vicenda. Proverbiale appunto l’inimicizia tra il diavolo e l’acqua santa che serve per scacciarlo o anche tra cane e gatto, suocera e nuora.
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Essere al verde:
 sta a significare non avere più soldi; essere a corto di qualcosa. Forse deriva dall’uso antico di tingere di verde il fondo delle candele o fasciarlo di carta colorata per rendere più solida la base da inserire nel candeliere.
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Fare gli occhi di basilisco: Vuol dire fare gli occhi feroci per intimorire. Da un antico pregiudizio secondo cui il basilisco poteva uccidere l’uomo con lo sguardo.
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Fare gli occhi di triglia: Fare lo sguardo dolce mostrando di essere innamorato. Si usa anche “fare l’occhio da pesce fradicio” perché alla morte del pesce la pupilla diventa languida.
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Fare le cose alla carlona: Fare le cose alla buona, senza molta cura, così come vengono. Carlo Magno fu detto il re “Carlone” e fu rappresentato nella poesia cavalleresca come uomo bonario e non molto accorto.
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Gettare il guanto: Provocare, lanciare un atto di sfida. “Raccogliere il guanto”: accettare la sfida. Secondo l’uso germanico, gli antichi cavalieri, gettavano un guanto per sfidare a duello chi, raccogliendolo, accettava la sfida.
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Gettare la spugna: Ritirarsi da un’impresa riconoscendosi vinto. Nel pugilato, per evitare a un campione l’umiliazione di una brutta sconfitta, il suo secondo può gettare sul ring l’asciugamano (una volta una spugna) dichiarando così il ritiro del pugile dal combattimento.
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Indorare la pillola: Rendere meno amara una notizia o una cosa sgradevole. Dal fatto che le pillole un tempo erano ricoperte da uno strato di liquirizia dorata.
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Lavarsene le mani: Disinteressarsi di qualcosa lasciando che la stessa segua il suo corso, declinando ogni responsabilità. Allusione al gesto di Pilato che, lavandosi le mani davanti al popolo, dichiarò di non essere responsabile della morte di Gesù Cristo.
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Lacrime di coccodrillo: Deriva dalla credenza (non fondata) che il coccodrillo lacrimi dopo aver divorato l’uomo.
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Menare il can per l’aia: Vuole dire portare le cose per le lunghe, prendere tempo in modo da non concludere nulla. L’aia è uno spazio troppo ristretto per potarvi in giro un cane da caccia che vuole spazi più ampi.
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Mettere il carro davanti ai buoi: Anticipare, fare una cosa prima del tempo. Il carro infatti è sempre trainato dai buoi.
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Muoversi dietro le quinte: Manovrare una situazione per mezzo di altri senza mostrarsi. Nell’arredo scenico le quinte sono anche dette “mantello di Arlecchino” perché dietro questa maschera usava nascondersi e continuava a parlare ed agire.
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Nascere con la camicia: Avere sempre la fortuna favorevole. La “camicia” è la membrana amniotica che a volte copre ancora il corpo dei bambini al momento della nascita. Un tempo questo fatto era ritenuto segno di fortuna o di particolare destino.
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Non essere uno stinco di santo: Lasciare molti dubbi sulla propria rettitudine. Nei reliquiari che raccolgono i frammenti di corpi di santi, l’osso della tibia, in genere, è la reliquia più grossa e vistosa.
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Opera omnia:
 (deriva dal latino vuol dire tutte le opere) Indica la collezione completa delle opere di uno scrittore.
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Ottava meraviglia: Si dice di una cosa eccezionalmente bella. Anticamente le meraviglie del mondo fatte dall’uomo erano sette.
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Prendere due piccioni con una fava Ottenere due risultati favorevoli,in una sola volta. Il modo di dire trae la sua origine dalla tecnica di mettere una fava nelle trappole per catturare i colombi selvatici.

Spada di Damocle minaccia costante. Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, mostrò a Damocle che lo aveva creduto felice, come vivesse un tiranno e gli fece sospendere sulla testa durante un banchetto una spada legata ad un filo molto debole.

Spezzare una lancia a favore prendere la difesa di qualcuno. La frase deriva dall’antico compito dei cavalieri di difendere i più deboli scendendo in campo, dove il primo scontro era proprio quello con le lance.

Tagliare la testa al toro: Risolvere un problema senza lasciare dubbi o incertezze. Trae la sua derivazione probabilmente dalla tauromachia.

Tallone d’Achille è il punto debole o la parte vulnerabiledi una persona o in generale di un sistema di difesa. Teti, madre d’Achille, lo immerse da piccolo nello Stige e rese invulnerabile il suo corpo, tranne il tallone che rimase il suo punto debole.

Uccello del malaugurio si dice di una persona che ha un influsso malefico o che ama fare previsioni sinistre. La locuzione è associata alla credenza che il canto di alcuni uccelli porti sventura.

Uovo di Colombo una soluzione insospettatamente semplice a un problema apparentemente impossibile.. Un aneddoto racconta che Colombo abbia mostrato quanto sia semplice a volte la soluzione ad un problema invitando a far stare ritto un uovo. Nessuno ci riuscì e lui propose la sua semplice soluzione che consisteva nel praticare una lieve ammaccatura sulla base dell’uovo.

E Voi vi riconoscete in queste usanze e espressioni?
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